Contesto
Azienda alimentare commercializza in tutto il mondo prodotti di consumo per la grande distribuzione e B2C.
In seguito a diverse attività di miglioramento, la gestione di approvvigionamento e produzione è stata migrata dal push al pull, ma errate scelte gestionali del passato hanno causato un forte incremento delle giacenze di prodotto finito.
Problema
L’azienda si trova con milioni di euro immobilizzati come prodotti finiti nei magazzini.
Oltre al danno economico causato dal capitale investito improduttivo, questo materiale basso-rotante causa elevati costi di gestione per il suo mantenimento e gestione.
Azioni di miglioramento
In seguito all’analisi dei fabbisogni e della domanda, il responsabile operativo è stato equipaggiato di un algoritmo sviluppato ad-hoc per il monitoraggio delle scorte basso-rotanti, in grado di guidarlo sulle azioni prioritarie per ridurre le immobilizzazioni e orientare le scelte commerciali/operative.
L’automatismo ha le seguenti funzionalità:
- monitoraggio dinamico - il sistema impiega come fonti dati l’estrazione dal gestionale dell’azienda e fornisce una reportistica automatica delle giacenze e dei giorni di stoccaggio delle scorte basso-rotanti;
- registrazione dello storico - una volta al mese, l’automatismo registra le giacenze nel magazzino, elabora i dati automaticamente e fornisce al responsabile operativo e commerciale i trend di riduzione delle scorte inattive. La reportistica fornita permette di prendere decisioni alle parti interessate (sconti, smaltimenti, rilavorazioni, ecc.) per ridurre le immobilizzazioni causate dalle scorte inattive;
- orientamento a valore - l’algoritmo è stato programmato per fornire più set di dati, tra cui il valore della merce. Questo permette di orientare le priorità decisionali ed esecutive sugli articoli a maggior impatto economico ed evitare di focalizzare le risorse sui prodotti con elevati volumi, ma valori limitati.
Risultato
In 3 mesi sono state smaltite l’87% delle scorte inattive ferme da decenni, equivalenti alla riduzione delle immobilizzazioni finanziarie complessive del -29%.
L’attività è stata svolta in parallelo al personale amministrativo al fine di equilibrare i bilanci in modo sostenibile. Sebbene non siano stati raggiunti gli obiettivi di margine preventivati in fase di offerta negli anni di fabbricazione di questi prodotti (oltre 10 anni prima di questo miglioramento), il bilancio complessivo è risultato comunque positivo per la marginalità, ma il risultato più significativo è stato l’incremento del ROI permesso dalla riduzione di capitale investito fermo in azienda.