- Titolare - Non c’è più la domanda di una volta…
- Io - Dalla segmentazione delle tue vendite vedo che questi servizi hanno un’elevata marginalità. Perché non lavori lì?
- Titolare - Perché nel nostro settore si fa diversamente: mica posso fare qualcosa che non fanno i miei competitor!
- Io - Allora rimani nella guerra dei prezzi dove ti trovi.
Sebbene gli italiani si differenzino per il loro imperturbato Effetto Florida, la realtà dimostra evidenze ben diverse: FARE IMPRESA IN ITALIA È FACILE!
10 OPPORTUNITÀ PER CREARE AZIENDE REDDITIVE IN ITALIA
I pattern riscontrati negli anni di supporto, business flipping e gestione di innumerevoli aziende, hanno portato a classificare queste 10 caratteristiche deleterie per il benessere economico di qualsiasi azienda da evitare per vincere la gara della competitività:
1) Molte fette di mercato non sono coperte
Si guarda nello spazio con le opportunità tra i piedi.
Questo aforisma caratterizza una tendenza: idee di business troppo futuristiche, fuori contesto, quasi da sogno, ma anche business super-consolidati, abitudinari, commodities da 30 anni, ecc.
Poi c’è Franco, che di 3k€ di condizionatore installato ne intasca 1,2k€ e ne installa 2 al giorno per 240 giorni l’anno.
Mentre l’imprenditore “illuminato” pensa a creare la luna, Franco porta a casa 576k€/anno di margine di contribuzione.
2) Non viene sfruttata la sinergia tra aziende (anche tra concorrenti)
Abbiamo visto in altri articoli come il bias dello status quo sia molto forte per i vari popoli che compongono l’Italia.
Scimmia grande (io) non accetta alleanze con altre scimmie.
Questa è la vocina del bias dello status quo.
Eliminare questa vocina permette di generare fatturato a costo zero. Senza venditori o agenti.
3) (Quasi) nessuno innova
9 innovazioni su 10 ricadono nella Sindrome del Gattopardo: piccoli ritocchi estetici al prodotto/servizio o al marketing, che però non toccano né processi né la proposta di valore.
L’innovazione NON è tecnologica e si effettua solamente attraverso un metodo consolidato per modificare il modello di business alle esigenze dei clienti.
Punto.
4) Le prestazioni sono scadenti
Per una nostra azienda cliente abbiamo seguito la qualifica di un macchinario critico che richiede particolari attenzioni.
Abbiamo chiesto preventivo a 3 potenziali fornitori: il primo fornitore ha inviato offerta dopo 2 giorni, il secondo dopo una settimana, il terzo dopo un mese.
Stesso prodotto.
Quando il terzo fornitore ha chiesto follow-up sull’offerta inviata, gli abbiamo risposto che il macchinario del primo fornitore, oltre a essere già stato consegnato, era in funzione da una settimana.
Basta. Si spiega da sé.
5) Manca il coraggio
Leonardo Del Vecchio, Michele Ferrero, Sergio Marchionne, Silvio Berlusconi, Giovanni Agnelli.
Solo alcuni nomi degli “squali” imprenditoriali che generava l’Italia. Nel passato.
Adesso non ci sono leader da seguire, da stimare, da utilizzare come modello. Il coraggio si è estinto.
Questo è un enorme vantaggio: con solo una concorrenza composta da “pecore”, è sufficiente essere una “volpe” per prendere quote di mercato. Non è necessario nemmeno diventare un “lupo”.
6) Molte aziende sono vittima degli “specchi per le allodole”
- Titolare - Abbiamo acquistato questo macchinario robotizzato a controllo numerico con programmazione fatta da agenti IA;
- Io - Figata! Allora perché i tuoi operatori sono tutti sui torni manuali?
- Titolare - Perché non sanno utilizzare quella macchina troppo tecnologica;
- Io - Mi sa che in questo affare ci ha guadagnato solo il venditore di quella macchina…
Il marketing odierno è fatto bene. Va detto.
Peccato che tutte queste belle tecnologie vanno a vantaggio solo di chi le vende.
7) Molte aziende vendono fuffa
Apri il feed di Linkedin: 9 post su 10 cercano di vendere prodotti o servizi campati in aria.
Non coprono una specifica proposta di valore, non c’è un posizionamento, non si sa quale è il beneficio per il cliente.
Bellissimo marketing con immagini a elevato contrasto, meme e vari bias sfruttati, ma poi guardi il bilancio e i conti sono al verde. Questi sono venditori di fumo.
8) Marketing da “foglia di insalata”
Negli anni ‘70-’90 era di moda mettere una foglia di insalata nel piatto.
In passato. Non oggi.
Si riesce a capire l’età del responsabile marketing dai contenuti pubblicati: anacronistici, cringe, fuori mercato, anti-engagement.
Sarebbe meglio evitare la pubblicità se deve essere fatta così.
9) Viene premiato un approccio emozionale invece che oggettivo
Vari studi hanno ormai dimostrato come il popolo italiano sia particolarmente soggetto a seguire modelli comportamentali emotivi. Lo rende quindi maggiormente soggetto alla manipolazione rispetto a seguire business basati su evidenze oggettive e data-drive.
Mettiamoci pure che un italiano su tre non è in grado di intendere e di volere: infatti, il 35% degli italiani è soggetto ad analfabetismo funzionale.
Se ti piace vincere facile, questo è il paese giusto.
10) Una predominante cultura assistenzialistica
Da quando esistono i sondaggi, le statistiche dimostrano un forte attaccamento al “posto fisso” e all’assistenzialismo da un’entità superiore (tipo lo Stato).
Tradotto: zero concorrenza per fare impresa, creare, generare rendite da quadranti diversi.
Chi si “butta” è solo dentro un supermercato con tutti i prodotti in omaggio.
CONCLUSIONE
Tolta un po’ di burocrazia e qualche legge, l’Italia di questo periodo storico si presta particolarmente per fare impresa.
La forza di volontà è ai minimi, come lo è la creatività e la motivazione.
Questo garantisce un enorme potenziale di sviluppare e fare impresa.
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