Tutti hanno gli occhi puntati sui NEET (Not in Education, Employement or Training), persone che sostanzialmente si sono ritirate dalla società, quindi non studiano, non lavorano e nemmeno si formano. Gli auto-esclusi. Circa il 25.1% delle persone tra i 15 e i 34 anni in Italia (13% media europea).

Ma nessuno parla di una piaga ancora peggiore, che non colpisce il singolo, ma l'intero tessuto economico e quindi il benessere comune di un'intera nazione: i responsabili, manager, direttori NIIT (Not Improve, Innovate or Training), cioè le figure di gestione che non migliorano, non innovano e non si formano.

Daniel Goleman ci suggerisce dai suoi innumerevoli studi che il disagio sociale, già esteso e in forte crescita in tutto il mondo, è condizionato dai problemi interpersonali, i quali sono causati dalla sempre maggiore penetrazione tecnologica, in particolare quella relativa alla comunicazione. Ma mentre l'attenzione è concentrata su chi non fa niente nella vita, le luci non sono accese sul palcoscenico aziendale, un aspetto che influenza il benessere di un intero popolo invece che di una parte di esso.

Vediamo cosa dovrebbero fare (ma non fanno) molti responsabili aziendali, sia di processo, reparto e area, nonché tutte le figure apicali, quindi la direzione.


1) Improve

Non migliorano, ne il proprio processo, i propri collaboratori, se stessi, la propria azienda. Si fa quanto viene detto dall'alto, ne più, ne meno (si spera). Il principale obiettivo è sopravvivere e non prendersi le colpe.

Il reparto, area o processo più in generale, vive l'immobilismo. Spesso non sono presenti obiettivi, quindi non è necessario nemmeno migliorarli. I processi definiti non cambiano mai, perché "abbiamo sempre fatto così". Non sono presenti piani d'azione, ne per risolvere i problemi, ne proattivi per fare di più con meno.

Mentre il mercato cambia ogni giorno, la propria area di influenza è bloccata agli anni '90.

SOLUZIONE

Per sopravvivere, la tua azienda, processo, reparto, ecc., deve allinearsi alla velocità di funzionamento del tuo Cliente. Non importa quanto il Cliente è distante da te, comunque quello che stai facendo, lo stai facendo per lui.

Qualsiasi miglioramento che farai, lui lo vedrà, che sia come riduzione del tempo di consegna, costo, ecc.

Agisci così:

  1. Identifica gli obiettivi importanti;
  2. definisci i processi;
  3. identifica gli sprechi;
  4. impiega i metodi di miglioramento per eliminare gli sprechi e raggiungere gli obiettivi.

2) Innovate

Le fiere negli anni '90 andavano bene, ma questo canale vale ancora oggi? Il funnel è lo stesso? Le conversioni sono identiche?

Oppure, lato prodotto: quante altre 2000 aziende forniscono il tuo stesso prodotto? A parità di prodotto, il tuo servizio al Cliente genera una proposta di valore superiore? È competitiva? Da quanto non evolve il tuo prodotto/servizio?

I manager che non innovano i propri prodotti, servizi e processi, non garantiscono la sopravvivenza della propria azienda.

SOLUZIONE

Devi avviare un processo di innovazione continua. Come per il punto precedente improve, tutti i prodotti, servizi e processi possono (devono) essere innovati.

L'innovazione non è tecnologica. La tecnologia è un mezzo, non un fine.

Il fine è la proposta di valore. La proposta di valore viene innovata attraverso un metodo standard composto da 4 fasi, chiamato Oceano Blu.


3) Training

La formazione è considerata una perdita di tempo, tempo rubato alle attività operative. Ma tutte quelle attività operative, creano effettivamente la proposta di valore o sono attività a non valore aggiunto? Se sono attività a non valore aggiunto, e molto spesso sprechi, perché perderci tempo?

La formazione è limitata ai soli requisiti cogenti richiesti dalla legge (principalmente di sicurezza). Non tanto perché serve garantire la sicurezza, ma perché è un requisito obbligatorio (gestione reattiva). Se non fosse obbligatoria, non verrebbe fatta nemmeno quella.

SOLUZIONE

La formazione del personale e la propria costituiscono uno dei 4 aspetti strategici di qualsiasi azienda. Se il personale non sa le cose, nemmeno può migliorare e ancora meno, innovare.

Imposta un piano formativo per i 2 aspetti principali di qualsiasi processo:

  • garantire la continuità;
  • raggiungere gli obiettivi strategici.


Il primo viene ottenuto attraverso il metodo della Polivalenza, uno strumento gestionale standard per mappare le competenze e colmare continuamente le carenze, sia presenti che potenziali future.

Il secondo invece è un approccio proattivo. In base agli obiettivi, si definiscono le nuove competenze necessarie e si effettua la formazione per raggiungerli.

La formazione è un mezzo, no un benefit.


EXTRA

Ci sarebbe anche il livello Premium (negativo in questo caso, visto che è un articolo sull'identificazione dei problemi), cioè che, oltre ai precedenti, non legge e non si informa.

Diventerebbe quindi NIITRKI: Not Improve, Innovate, Training, Reading or Keep Informed. Veniva troppo lungo e suonava male, quindi ho optato per la versione corta.

Primo problema: l'Italia è il terzultimo paese in Europa per frequenza di lettura. Meno del 35% degli italiani legge un libro almeno 1 volta l'anno.

Secondo problema: l'infobesità. Troppe informazioni, multicanale, multi-senso (visive, audio, ecc.), troppe pubblicità, troppo tutto. Conseguenza? Chiusura a riccio nel reperire informazioni. Sia inutili (la maggior parte) che utili.


CONCLUSIONI

Responsabili, manager e figure di gestione in generale, sono l'anello fondamentale di qualsiasi azienda. Uniscono gli obiettivi della direzione al personale operativo. Senza questo componente intermedio fondamentale e attrezzato degli adeguati strumenti, l'azienda non evolve, il fatturato diminuisce, la redditività diventa negativa, il flusso di cassa anche e dopo qualche anno l'azienda fallisce, lasciando tutti a casa.

Nessuno ti obbligherà ad attrezzarti di questi strumenti. Quindi se proattivamente non deciderai di cambiare, le cose potranno solo peggiorare.

Il mercato cambia velocemente e il manager è responsabile della rapida evoluzione aziendale.

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