Milioni di euro investiti in nuovi macchinari, gestionali informatici, 4.0, infrastrutture e pure qualcuno che si è buttato con i primi progetti IA, ma tutti gli imprenditori con cui parlo mi chiedono di risolvere sempre e solo lo stesso problema: il disallineamento dei propri dipendenti al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Questo problema è causato da un fenomeno aziendale ormai diffuso ovunque chiamato effetto silos: ognuno va per conto suo e lavora solo per il proprio “orticello”.

Equivale ad avere una carrozza (l’azienda) con i cavalli (i dipendenti) che tirano in direzione diverse: oltre a non spostarsi da nessuna parte, dopo un po’ la carrozza si “strappa”.


Vediamo quali sono le soluzioni standard che applichiamo quotidianamente in centinaia di aziende per risolvere questo problema.


LE SOLUZIONI ALL’EFFETTO SILOS

L’effetto silos è figlio di processi disfunzionali ereditati dal passato e mai reingegnerizzati per adeguarli al mondo attuale (e futuro). Vediamo quali sono i 3 punti di intervento prioritari da fare subito nella tua azienda:

1) Definizione degli obiettivi aziendali basati su una strategia coerente

Probabilmente il tuo cervello sta già gridando: “questa è fuffaaaaaaaaa”. Ti comprendo: sulle competenze di gestione e produttività aziendale l’Italia detiene il primato di incompetenti che si spacciano per professionisti, con giacche, cravatte e paroloni incomprensibili per mantenere l’egemonia del proprio status quo.

Soluzione? Chiudigli la porta in faccia: in fin dei conti, anche loro sanno di vendere fuffa.


Ma torniamo a noi: se non sai dove andare, come fai a impostare degli obiettivi quantitativi da fornire ai tuoi dipendenti? Questa è la strategia, né più né meno. Esistono metodi consolidati per definire la propria strategia attraverso un approccio quantitativo: non procedere in modo amatoriale e soggettivo. Il risultato sarebbe un pastrocchio abbozzato e inconsistente (tradotto: non genera i risultati attesi, ma si dissolve dopo pochi mesi, tipo le meduse in spiaggia).

2) Un controllo di gestione che unisce obiettivi aziendali e processi operativi

Uno dei punti da chiarire è la comprensione stessa degli obiettivi da parte dell’imprenditore: “voglio migliorare tutto” è un segnale di quanto non sia chiaro quali sono gli obiettivi che deve raggiungere l’azienda, nè probabilmente sono chiari gli obiettivi personali per cui si impiega l’azienda come mezzo.

Questo fenomeno si chiama approccio dell’antibiotico a largo spettro: non sapendo cosa si sta facendo e dove si vuole andare, si agisce su tutto.


Migliorare tutto è una protezione contro l’ignoranza: viene fatto da chi non sa dove agire (M. Massi)

Applicare un controllo di gestione dell’intera azienda è semplice, consolidato e tocca direttamente le leve operative dei processi responsabili di generare i risultati economico-finanziari del bilancio. Non servono troppi dettagli, segmentazioni e frammentazioni millimetriche che costano più quanto generano.

Anche qui, attenzione alle soluzioni amatoriali o introdotte dal CFO appena assunto dalla mega multinazionale concorrente: abbiamo trovato tantissimi controlli di gestione rimasti fermi sui file Excel perché troppo complessi da mantenere e con metriche millimetriche inutili che distoglievano la ridotta attenzione di questa epoca dalle cose veramente importanti. L’esito è sempre lo stesso: riprogettazione completa del controllo di gestione e (spesso) licenziamento del nuovo CFO.

3) Una struttura standard per monitorare e diffondere gli obiettivi in modo facile ed accessibile

Vai in reparto o in un ufficio e chiedi a un tuo dipendente a caso come è andata la giornata di ieri. Se ti risponde qualitativamente (“abbastanza bene”, “abbiamo avuto dei problemi”, ecc.) e senza numeri, la tua azienda è fuori controllo.

Le persone non lavorano per gli obiettivi aziendali. Non tanto perché sono delle capre, ma perché non hanno processi che gli dicano di farlo, né quali sono e a quanto ammontano.


Per sistemare anche questo punto, sono necessari specifici strumenti gestionali per:

  • monitorare attivamente e oggettivamente i propri processi;
  • impostare una routine di risoluzione continua dei problemi;
  • monitorare continuamente le inefficienze attraverso rilievi quantitativi;
  • promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni.

Niente di costoso o fragile, come software, touchpad o altre robe tecnologiche che funzionano una volta no e quella dopo anche. Una semplice lavagna con i pennarelli è quanto di più antifragile che esiste.


Non è il mezzo che definisce la tua produttività, ma il metodo con cui migliori i processi (M. Massi)

CONCLUSIONE

Gli importanti cambiamenti socio-economici degli ultimi 20 anni hanno modificato drasticamente le priorità delle persone, quindi anche dei tuoi dipendenti.

Se negli anni ‘70 si lavorava per campare perché non esistevano capitali, adesso le persone lavorano per leve non dipendenti da fattori igienici, viste anche le previsioni sugli ingenti capitali che verranno trasferiti tra generazioni nei prossimi anni. Tutto questo si traduce in una minore focalizzazione e volontà.

Ma se la perdita di identità ha ridotto la spinta motivazione al lavoro comune, almeno in azienda possiamo ripristinarlo attraverso i metodi di gestione consolidati, applicati in tutto il mondo, in qualsiasi settore, clima aziendale, prodotto o servizio realizzato.


Molti tuoi dipendenti potrebbero non avere chiaro i propri obiettivi personali né come raggiungerli, ma appena entreranno ogni mattina nella tua azienda sapranno perfettamente come generare risultati efficaci ed efficienti.